Questo libro indaga i legami fra narrazioni di sé, celebrity e storia delle donne nell’Italia degli anni Trenta e Quaranta, confrontando le scritture delle attrici – le cosiddette divagrafie – con quelle delle letterate attive, accanto a loro, nell’editoria popolare. Sotto il cielo stretto della dittatura, una fitta rete di parole si irradia dallo schermo all’intero sistema mediale, lasciando emergere numerose, ed oggi per lo più ignote o dimenticate, figure femminili. Sono Isa Miranda e Irene Brin, Doris Duranti e Mura, Maria Denis e Luciana Peverelli, Elsa de’ Giorgi, Valentina Cortese, Lilia Silvi e molte altre. È a loro, donne di carta e di celluloide, parimenti attratte dalla macchina da presa, che Un copione tutto per sé è dedicato, nel tentativo di rintracciare una storia differente, ancora non pienamente messa a fuoco, che coinvolge attrici, scrittrici e, a gradi di intensità variabili, le italiane, il pubblico delle spettatrici e delle lettrici di quel torno d’anni.
Lucia Cardone insegna Storia e critica del cinema, Cinema e letteratura e Paesaggi audiovisivi al Dipartimento di Scienze Umanistiche e Sociali dell’Università di Sassari. Si occupa di cinema italiano e delle sue intersezioni con le altre arti e con gli immaginari popolari, soprattutto nella prospettiva dei Women’s Studies. Di taglio multidisciplinare, le sue ricerche muovono intorno alle scritture femminili, all’industria culturale e ai legami tra giornaliste, letterate, attrici e cinema (https://www. damadivagrafie.org). Dal 2014 ha ideato e fondato, assieme ad altre, il network FASCinA-Forum Annuale delle Studiose di Cinema e Audiovisivi (https://www.fascinaforum.org/).