La coscienza è tempo. Husserl pone le basi iniziando a dissolvere tempo lineare, Io, identità e dualismo soggetto-oggetto in un’intenzionalità “terza” e fungente, immer wieder. Heidegger trasforma questa intenzionalità in essere-nel-mondo: il tempo è storia ed evento “estatico” di Esserci ed essere, sempre diversi e gettati in avanti oltre qualsiasi sé o sostanza. Merleau-Ponty raccoglie la sfida di entrambi con il suo sguardo: il tempo è percezione, è corpo, è essere-al-mondo come flusso di presente-passato-futuro percettivo. Il tempo siamo noi, come concretissima sfera primaria rispetto a qualsiasi dualismo astratto. Viaggio nel tempo nella versione di tre maestri del pensiero contemporaneo attraverso un dialogo fra tre loro capolavori: Esperienza e giudizio, Essere e tempo e Fenomenologia della percezione. Cercando nelle diversità un possibile sentiero comune della rivoluzione fenomenologica che, come molta filosofia, trova nella temporalità il suo cuore teorico.
Matteo Gamba (1972), livornese, vive a Milano. Ora a Mediaset, giornalista con una (divertente) peregrinazione tra varie redazioni e una permanenza decennale a «Vanity Fair». Studioso e appassionato di fenomenologia, nel 2006 ha pubblicato L’enigma del tempo su Husserl. Torna sul tema ampliandolo anche alla temporalità in Heidegger e Merleau-Ponty.