Di quale corpo parliamo quando siamo allegri o tristi, pimpanti o stressati? Quando non ci sentiamo bene, nonostante le analisi mediche non rilevino nulla di patologico? Quando tentiamo di descrivere come ci sentiamo qui e ora?
Muovendo dalla distinzione filosofica, prima di tutto fenomenologica e antropologica, tra corpo vissuto e corpo fisico, il libro ne traccia la storia da Schopenhauer a Schmitz, passando per Nietzsche, Husserl, Heidegger, Sartre, Merleau-Ponty, e molti altri. Il libro fornisce un supporto indispensabile per qualsiasi disciplina (filosofia, teoria sociale, antropologia, psicopatologia, ecc.) che intenda esplorare fenomenologicamente la dimensione dell’embodiment prescindendo sia dal costruttivismo culturalista sia dal riduzionismo neuroscientifico.
Tonino Griffero è Professore Ordinario di Estetica nell’Università di Roma Tor Vergata. Si è occupato di ermeneutica filosofica, estetica di Schelling, teorie dell’immagine e del corpo spirituale, di fenomenologia ed estetica delle atmosfere.
Tra le sue pubblicazioni italiane: Atmosfere urbane (per queste edizioni, con Agostino Petrillo - 2024), Atmosferologia (2010, 2017), Quasi-cose (2013), Il pensiero dei sensi (2016).