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Home Le Collane Verba manent. Racconti di vita e storia orale. Sguardi (4) 9788846776259
Libro cartaceo
€ 28,00 € 26,60
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LA LIBERAZIONE POSSIBILE 

Il manicomio, Franco Basaglia e noi

Autore/i: AA. VV.
A cura di: Archivi della Resistenza
Con un saggio di: Tatiana Agliani

Collana: Verba manent. Racconti di vita e storia orale. Sguardi (4)

Pagine: 216
Formato: cm.22x20
Anno: 2026
ISBN: 9788846776259

Stato: Disponibile
  • Descrizione
  • Galleria fotografica
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La follia è una condizione umana. In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla. Il manicomio ha qui la sua ragione d’essere.


Franco Basaglia, Brasile 1979


Il motivo ispiratore di questo lavoro è la figura dello psichiatra Franco Basaglia, che ha rivoluzionato l’assistenza mentale, promuovendo la progressiva abolizione dei manicomi, attraverso la Legge 180 del 1978. L’azione dello psichiatra veneziano si inserisce in una battaglia corale che, in nome della ribellione al vecchio mondo e della promozione di pratiche e culture anti-autoritarie, riuscì a trasformare l’approccio alla malattia mentale da reclusione a cura e i pazienti da malati a ospiti. La chiusura di queste istituzioni totali fu un atto rivoluzionario che trovò nella fotografia un’alleata fondamentale, un megafono potentissimo, che consentì di denunciare il trattamento inumano dei malati, suscitare indignazione, creare consapevolezza, promuovere un’azione di trasformazione dello stato presente delle cose, come raramente accade. La mostra fotografica La liberazione possibile. Il manicomio, Franco Basaglia e noi riunisce alcuni dei più importanti fotografi italiani che nel corso degli anni si sono occupati della salute mentale e della rivoluzione portata in questo campo da Franco Basaglia e dal movimento a lui ispirato. Le fotografie di Carla Cerati, Gianni Berengo Gardin, Luciano D’Alessandro, Uliano Lucas, Paola Mattioli, Emilio Tremolada e l’opera di Enzo Umbaca costituiscono un percorso ampio e articolato, un racconto fotografico da dentro e da fuori la realtà manicomiale, con immagini che vanno dalla metà degli anni Sessanta fino ai primi anni Duemila. Si va dai primi reportage di denuncia della condizione di umiliazione e segregazione nei manicomi italiani – con due libri fotografici diventati leggendari come Morire di classe e Gli esclusi, usciti entrambi nel fatidico 1969 – fino al racconto del fermento culturale e politico che riuscì a promuovere quella presa di coscienza, con il graduale superamento dell’istituzione, la riappropriazione identitaria e il “ritorno alla vita”. Infatti negli anni successivi alla riforma la fotografia non abbandonò questi temi e, in nome di una lunga fedeltà, ha continuato a raccontare la fine del manicomio, fornendo una testimonianza preziosa e fondamentale per indagare le trasformazioni successive: le conferme e i tradimenti, gli stigmi inveterati e le nuove sofferenze ed emarginazioni.
Un libro fotografico e di testimonianze che non solo racconta come nel giro di pochi anni il manicomio e la malattia mentale siano passati dall’essere simboli nefasti dell’ingiustizia sociale e delle diseguaglianze a luoghi di sperimentazione e di una liberazione possibile, ma che invita anche tutte e tutti noi a interrogarci sull’eredità di quella straordinaria stagione e a prendere in considerazione altre possibili e necessarie liberazioni.