Pioniere e protagonista della videoarte internazionale ma anche fotografo, cineasta e musicista, il francese Robert Cahen (1945) ha esordito negli anni Settanta del Novecento. Le sue opere sono conservate in musei e collezioni di tutto il mondo, hanno sostanziato la teoria delle arti elettroniche, ispirato scrittori e filosofi, rinnovato la relazione con la parola, instaurato un dialogo con gli apparati televisivi. Maestro dell’immagine rallentata e del trattamento pittorico, ha esplorato gli effetti elettronici per metamorfosi di città e paesaggi, evocazioni della memoria, scivolamenti spaziali e temporali. Grande viaggiatore, ci dona uno sguardo che è profondo, contemplativo, malinconico, sempre poetico, sul mondo e sul nostro transito nella vita. Il libro è la prima monografia italiana su Cahen. Uscito nel 1991, dopo varie edizioni è stato aggiornato e modificato per questa collana e ripercorre la sua lunga attività artistica, dagli esordi nella musica concreta fino al recente video del 2026.
Sandra Lischi, Università di Pisa, si occupa di video e di cinema sperimentale, con pubblicazioni e ricerche, dai primi anni Settanta del Novecento. Ha fondato nel 1985 la manifestazione Ondavideo a Pisa, co-diretto per trent’anni la mostra INVIDEO a Milano, curato rassegne e mostre, pubblicato articoli, saggi e libri sulla videoarte e sulla sperimentazione audiovisiva e svolto attività formative, seminari e conferenze in vari paesi del mondo. Tra i volumi recenti La lezione della videoarte (Carocci, 2019), La luna di vetro (PUP, 2021).
In copertina: Robert Cahen, Alsazia, foto di Dominique Belloir.