Il volume esplora il rapporto di lunga durata tra manicomio e cultura visuale, analizzando come cinema, televisione, archivi audiovisivi e media immersivi abbiano contribuito, nel corso del Novecento e fino a oggi, a rendere visibile ciò che per lungo tempo era rimasto confinato ai margini della vita sociale. I casi di studio presentati vanno dal cinema delle origini fino ai videogiochi, passando per documentari militanti, produzioni cinematografiche e televisive e pratiche museali immersive. Gli autori dei saggi mostrano come il manicomio e i centri di salute mentale siano dei dispositivi narrativi che interrogano i rapporti tra invisibilità, potere e cura, facendo emergere il contributo delle narrazioni visuali alla produzione di un immaginario manicomiale che restituisce la dimensione corale della comunità psichiatrica.
Antioco Floris è professore ordinario di Cinema, fotografia, televisione e media digitali all’Università di Cagliari. È fondatore e direttore del centro di ricerca e formazione CELCAM, coordina il corso di laurea magistrale in Produzione multimediale ed è condirettore della rivista «L’avventura. International Journal of Italian Film and Media Landscape». Si interessa di storia del cinema italiano e tedesco, di cinema documentario e di media education. Fra le sue pubblicazioni Banditi a Orgosolo. Il film di Vittorio De Seta (Rubbettino), Il documentario nella Sardegna del nuovo millennio (Unicapress, con David Bruni), Liturgie naziste. I documentari di Leni Reifensthal sui congressi del Partito Nazionalsocialista 1933, 1934 (CUEC).
Marina Guglielmi è professoressa associata di Critica letteraria e Letterature comparate all’Università di Cagliari. I suoi campi di ricerca riguardano le scritture femminili, la geocritica e la rappresentazione degli spazi, la transmedialità. Dal 2011 co-dirige la rivista online «Between». Sul racconto psichiatrico ha pubblicato numerosi articoli, una monografia – Raccontare il manicomio. La macchina narrativa di Basaglia fra parole e immagini (Cesati 2018) – e ha co-curato Spazi chiusi. Prigioni, manicomi, confinamenti, stanze, «Between» 22 (2021). È PI del PRIN 2022 Narrazione e cura. La deistituzionalizzazione del sistema manicomiale in Italia: storia, immaginario, progettualità (dal 1961 a oggi).
Chiara Tognolotti è professoressa associata di Cinema, fotografia, radio, televisione e media digitali presso l’Università di Pisa. Studia il cinema francese del periodo muto e classico e il cinema italiano moderno, con un’attenzione particolare agli studi di genere. Tra gli ultimi lavori, le monografie su Jean Epstein La caduta della casa Usher (Jean Epstein, 1928). Fotogenie, superfici, metamorfosi (Mimesis 2020) e De la photogénie du réel à la théorie d’un cinéma au déla du réel: l’archipel Jean Epstein (Kaplan 2020, con Laura Vichi).