Questo libro intende proporre un collegamento tra la multiforme estensione delle arti performative e il campo delle discipline filosofiche. In particolare, cinque questioni formano il nucleo della trattazione: argomenti ontologici, linguistici, sociologici, psicologici e iconografici sono avviati da un testo-sorgente messo in relazione con i fenomeni artistici e le posizioni critiche della contemporaneità. Tali brani – noti e meno noti, ampiamente discussi oppure quasi dimenticati – provengono da un gruppo eterogeneo di pensatori: Hegel, Pasolini, Goffman, Freud, Cappelletti, posti in dialogo con altri filosofi e critici, oltre che con uomini e donne di teatro quali Pirandello, Brecht, Schechner, Kantor, Bausch, Ronconi, Churchill. Un ultimo capitolo è dedicato agli applausi, un aspetto spesso trascurato dagli studi specialistici, tuttavia capace di gettare una luce sugli sviluppi dell’estetica teatrale. L’impostazione del volume nasce dalla convinzione che la riflessione critica intorno al mondo teatrale debba riconoscerne le peculiari ambiguità, con il suo linguaggio e le sue forme convenzionali: da un lato esso è servito da metafora per i sistemi di pensiero elaborati da filosofi, sociologi, psicologi; in un altro senso è stato, e continua a essere, un oggetto di indagine per gli studi estetologici, se non un enigma da risolvere. Per la varietà dei temi affrontati e l’originalità della trattazione, Questioni di estetica del teatro ambisce a porsi sia come strumento didattico a uso di studenti di atenei e accademie d’arte, sia come punto di partenza per stimolare un proficuo confronto tra specialisti di ambiti di studio differenti.
Carlo Titomanlio (Livorno, 1982) è professore associato presso l’Università di Pisa (Dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere) nel settore scientifico SSD PEMM-01/A (già L-ART/05 Discipline dello Spettacolo). In ambito accademico ha studiato in particolare la produzione artistica del Futurismo, la drammaturgia italiana del Novecento e le intersezioni contemporanee tra teatro e arti figurative, con particolare riferimento alla pratica scenografica.
La sua produzione saggistica comprende i volumi Dalla parola all’azione. Forme della didascalia drammaturgica (1900-1930) (Pisa, ETS, 2013); Sul palco. Storia della scenografia e dell’architettura teatrale (Firenze, La casa Usher, 2019); e l’edizione italiana del saggio di Marvin Carlson, Luoghi per lo spettacolo. Semiotica dell’architettura teatrale (Firenze, La casa Usher, 2021).