Acausa della ambiguità che, specie in sede di Critica della ragion pura, accompagna il suo concetto, il corretto inquadramento del significato e del ruolo teorico della nozione di oggetto trascendentale ha sempre rappresentato un tema assai controverso tra le fila degli interpreti e degli studiosi della filosofia kantiana. Il presente saggio ricostruisce dapprima la genesi della nozione di oggetto trascendentale all’interno della riflessione precritica kantiana, per poi mettere a tema sua funzione teorica all’interno del sistema critico. Il saggio intende mostrare che, lungi dall’essere un residuo pre-critico o semi-critico, il concetto di oggetto trascendentale e l’ambiguità teorica che lo caratterizza non solo restituiscono l’espressione coerente del generale assetto teorico prospettatoci dall’idealismo trascendentale di Kant, ma offrono anche una chiave di accesso privilegiata per la decifrazione del complesso ed articolato impianto teorico della sua nuova filosofia trascendentale.
Jessica Segesta (1989) ha conseguito il dottorato di ricerca nel 2020 con una tesi in co-tutela fra l’Università degli Studi di Messina e la Ruprecht-Karls- Universität di Heidelberg. Attualmente è contrattista di ricerca presso la facoltà di Scienze Umanistiche dell’Università degli Studi di Palermo. I suoi studi riguardano principalmente la riflessione teoretica kantiana, sia in fase precritica che critica, con particolare attenzione alle sue implicazioni ontologiche ed epistemologiche. Tra le sue pubblicazioni: Dalla cosa in sé all’oggetto trascendentale. Principio finale e schema del giudizio sintetico a priori («Giornale di metafisica», 2016); La nouvelle conception kantienne de l’ontologie à la fin des années 1760. L’indétermination empirique du concept de “ein etwas überhaupt” («Estudos Kantianos», 2023).