Assassini e impostori, fuorilegge e seduttori, traditori e manipolatori: figure che il dibattito pubblico riconduce spesso al monolitico personaggio del “mostro”, e che si rivelano invece, nella letteratura occidentale, problematiche e ambigue, degne di essere oggetto di uno sguardo critico paziente e scevro da ogni pregiudizio etico. Con quali modalità le opere letterarie riescono a suscitare interesse nei confronti di simili figure? E per quali ragioni il lettore è talvolta indotto a provare partecipazione emotiva per le loro azioni, mentre in altri casi no? Alla luce di simili domande, il libro accoglie contributi che analizzano opere di epoche differenti, dalla Bibbia fino ai giorni nostri, con lo scopo di indagare la natura stessa dell’empatia negativa così come i dispositivi estetico-narrativi che ne favoriscono o inibiscono lo sviluppo. Nella convinzione che i testi non si esauriscono nelle teorie letterarie, scopo di questo libro è anche quello di mostrare che la teoria può a sua volta arricchirsi attraverso il confronto diretto con le opere artistiche.