«La fede nei miracoli è alla base di tutta la Torà», insegna Mosè Nachmanide nel XIII secolo. Inoltre non esiste “filosofia della religione”, sorta in ambito monoteista, che non abbia sviluppato un capitolo sul tema del miracolo ossia l’intervento divino nella storia attraverso una sospensione delle leggi di natura. Ma cos’è davvero il miracolo secondo la trimillenaria tradizione ebraica? Perché la rivelazione avviene attraverso questi “segni e prodigi” fuori dall’ordinario? La fede c’è perché esistono i miracoli oppure affinché si attesti un miracolo la fede deve già esserci? Questo studio ripercorre storicamente la riflessione filosofica e teologica sul miracolo rintracciabile nelle fonti del “pensiero di Israel”: dalla Torà al Talmud, da Maimonide al Maharal di Praga, da Spinoza alla Wissenschaft des Jutentums, fino a Šestov, Buber e Rosenzweig. L’intero percorso, interno all’ebraismo ma in costante dialogo con tutta la filosofia occidentale, mira a una rivalutazione in chiave ermeneutica della narrativa sui miracoli quale orizzonte in cui la fede si lascia provocare dalla ragione ma a sua volta la stimola, dialetticamente, a riconoscere i propri limiti e, paradossalmente, a rivalutare le proprie potenzialità interpretative.
Massimo Giuliani insegna Pensiero ebraico all’Università di Trento e Filosofia ebraica nei corsi dell’Unione delle comunità ebraiche italiane. Suoi libri recenti: Antropologia halakhica. Saggi sul pensiero di rav Joseph B. Soloveitchik (Belforte 2022); Moralità e sapienza ebraica. Storia del musar (Morcelliana 2024); Non ti farai immagine alcuna. Estetica e qedushà nella tradizione di Israele (Giuntina 2025); Zibaldone ebraico (Castelvecchi 2026).
In copertina: Emanuele Luzzati, Scene dall’Antico Testamento: Mosè apre il Mar Rosso, g.c. Israele.net.