Il libro ricostruisce le dottrine neoliberali elaborate fra gli anni Trenta e gli anni Ottanta nello spazio transatlantico, interpretando il neoliberalismo non come una mera teoria economica, ma come una teoria politica: un progetto complessivo di ordine sociale, fondato su una visione gerarchica della società di mercato e sulla sua riproduzione attraverso istituzioni, norme e costumi extra-economici.
Attraverso l’analisi dell’uso eterogeneo ma ricorrente di concetti quali famiglia, comunità, razza, tradizione e autorità – da parte di teorici neoliberali europei, statunitensi e latinoamericani – il volume sostiene che il «momento conservatore» del neoliberalismo non rappresenti una deviazione contingente, dovuta a fasi di crisi, ma un suo aspetto costitutivo. È proprio questo nucleo conservatore, offrendo gli strumenti concettuali per legittimare l’ordine di mercato e garantirne la stabilità, ad aver permesso al neoliberalismo di divenire un’ideologia globale.
Matilde Ciolli è assegnista di ricerca presso l’Università della Valle d’Aosta. Dopo aver conseguito il dottorato presso l’Università degli Studi di Milano in cotutela con l’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi nel 2022, è stata borsista presso la Fondazione Luigi Einaudi di Torino, il Center for the History of Political Economy della Duke University, e assegnista presso l’Università degli Studi di Milano. Ha pubblicato, su riviste italiane e internazionali, numerosi contributi sulla teoria politica neoliberale elaborata fra Europa, Stati Uniti e America Latina, e sulla teoria politica femminista.