Le riflessioni di Hannah Arendt e Claude Lefort sono state spesso avvicinate e lette insieme, quasi fossero esiti di uno stesso sguardo sul mondo e sulla politica. In effetti, i punti di contatto sembrano piuttosto evidenti. Entrambi pensano la novità del totalitarismo e il suo legame con la modernità. Entrambi leggono la politica nella semantica della libertà e del non dominio. Eppure, a un’analisi più attenta, i punti di contatto svelano profonde differenze. La stessa analisi del totalitarismo mostra così la discordanza nella lettura della modernità e della politica. Osservate da tale ritrovata distanza, le due riflessioni si aprono a nuove interpretazioni e mettono in mostra una comune questione: il tentativo di pensare la fondazione politica nel tempo della mancanza di fondamento.
Mattia Di Pierro è assegnista presso l’Università degli Studi di Milano. Le sue ricerche riguardano il pensiero politico contemporaneo. È autore di Claude Lefort’s Political Philosophy. Democracy, Indeterminacy, Institution (Palgrave Macmillan, 2023), L’esperienza del mondo: Claude Lefort e la fenomenologia del politico (ETS, 2020) e di numerosi articoli su riviste nazionali e internazionali.