“Metamorfosi” è una di quelle parole sulla soglia di diversi significati, favorita dalla sua stessa struttura: trasformazione che poi va assunta, come in questo caso, nel senso etimologico di “trans-formazione”, che ne rende sia l’intrinseco concetto di forma, sia la sua mutabilità dentro e fuori le epoche storiche. Per questo, dunque, “trans-formare tra antico e moderno”: perché attraverso la figura concettuale della metamorfosi diviene possibile leggere fenomeni storici, storico-letterari, storico-artistici, storico-religiosi, filosofici o antropologici tra permanenza della forma e mobilità del divenire. L’intento del presente volume consiste nel restituire, a fronte di approcci disciplinari e istanze interpretative spesso diverse tra loro, un’intenzione comune, di un’estetica dello sguardo (attraverso cui il soggetto percepisce il mutamento metamorfico) che si tramuta in un’etica dello sguardo, in riflessione critica sul luogo da dove viene osservata la metamorfosi – e dove essa ha luogo, fondandosi e oltrepassandosi. La metamorfosi è così anche uno stile di pensiero, per attitudine alla trascendentalizzazione, al misterioso. Ad un tempo concetto-limite e case study, istanza filosofica e idea antropologica, fascinazione oscura e tensione epistemica, sempre tra morfologia e storia.
Gabriele Guerra, professore associato di Letteratura tedesca alla Sapienza università di Roma, si è laureato su Walter Benjamin e ha conseguito un dottorato di ricerca presso la Freie Universität di Berlino con uno studio sulla teologia politica nell’ebraismo tedesco della prima metà del XX secolo. Ha pubblicato studi su Ernst Jünger, su Walter Benjamin, su Hugo Ball, sul crocevia interpretativo tra politica, estetica, letteratura e religione.
Stefania Acciaioli, assegnista di ricerca in Letteratura tedesca alla Sapienza Università di Roma e docente nelle Università di Colonia e Bonn, ha conseguito un dottorato di ricerca presso le Università partner di Firenze e Bonn con uno studio sull’ironia in W. Hauff. Ha pubblicato sul fantastico-perturbante (Hoffmann, Beckford), sul Romanticismo e sul Novecento (Werfel, Bachmann, Haushofer, Ausländer) in ottica transnazionale e interdisciplinare.