Dedicato al mondo etrusco e al suo riverbero nella cultura moderna, il volume affronta il dipanarsi del fenomeno nel particolare caso italiano nell’arco degli anni che vanno dal regno di Umberto I fino a quelli della prima decade del secondo Novecento non senza alcune incursioni nell’ambiente europeo ed internazionale. Un fenomeno ampio e complesso, solo apparentemente periferico e marginale, che interessa non solo il mondo degli studi e dell’accademia, ma che spazia da quello delle arti – dalla pittura alla scultura, all’artigianato artistico, dalla letteratura alla musica – alla stessa ideologia politica e culturale che impronta con accenti diversi le iniziative e le liturgie della classe dirigente. Ad una parte più generale, che si spinge fino agli anni che precedono la proclamazione dell’impero, quando con il tragico epilogo dell’affare Pironti e il tramonto del sogno mussoliniano di legare il nome del Duce alla “decifrazione” dell’etrusco, segue l’analisi di un caso particolare, quello del bronzo della Chimera, fin dalla sua scoperta ad Arezzo nel 1553, icona princeps dell’immaginario moderno, di cui vengono ripercorse la fortuna e le variegate metamorfosi che il monumento ha conosciuto nel corso del Novecento.
Stefano Bruni, già funzionario archeologo del Ministero per i Beni Culturali, è professore di Etruscologia e Antichità Italiche presso l’Università degli Studi di Ferrara. Nel 2016/2017, nel 2019/2020 e nel 2020/2021 è stato Visiting Professor presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. Dal 2019 fa parte del Collegio dei Docenti del Dottorato “Archeologia” – Sezione Etruscologia ed Antichità italiche dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. È membro dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici, di cui è dal 2018 Segretario Generale. Membro dell’Istituto Archeologico Germanico, dell’Accademia Toscana di Scienze e Lettere “La Colombaria”, della Pontificia Accademia Romana di Archeologia, dell’Accademia Etrusca di Cortona e dell’Accademia dei Sepolti di Volterra, nonché del Centro Studi per l’Archeologia dell’Adriatico. Ha fatto parte di missioni di scavo in Etruria (Tarquinia, Massa Marittima, Chiusi, Populonia, Orvieto) e in Magna Grecia (Siris – Heraklea) ed ha diretto scavi e ricerche nel territorio dell’Etruria, in particolare a Pisa e nella sua provincia. Ha organizzato numerose mostre in Italia e all’estero, tra le ultime Winckelmann, Firenze e gli Etruschi, realizzata al Museo Archeologico di Firenze nel 2016-2017 e quella Spina etrusca. Un grande porto nel Mediterraneo, che si è tenuta nel 2022 a Ferrara e nel 2023 a Roma, presso il Museo Etrusco di Villa Giulia. Autore di oltre 350 contributi scientifici, tra monografie, articoli e recensioni, pubblicati sulle principali riviste italiane ed internazionali e principalmente interessati ai problemi del mondo etrusco e italico; un capitolo importante della propria attività scientifica è quello rivolto alla storia degli studi e all’antiquaria, affrontata in un’ottica precipuamente storica.