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Home Le Collane Livorno cruciale XX e XXI (14) 9788846741226
Libro cartaceo
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Livorno cruciale XX e XXI

Cinema

Autore/i: Aa.Vv.

Collana: Livorno cruciale XX e XXI (14)

Pagine: 96, Ill.
Formato: cm.17x24
Anno: 2014
ISBN: 9788846741226

Stato: Non disponibile
  • Descrizione

È accaduto l’impossibile e ci siamo sorpresi; ora cominciamo col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile.
Forse non era indispensabile chiamare in causa il patrono d’Italia e parafrasare un suo celebre aforisma per ricordare che il cambiamento si misurerà da ora in poi. Saranno necessari umiltà, coraggio e tanta, tantissima professionalità per poter operare con profitto all’interno di regole talvolta complesse e non sempre chiare.
Un generalizzato malcontento si percepiva nell’aria già da tempo e da queste pagine non sono mai mancate le sferzate, quando necessario, a un operato poco convincente della pubblica amministrazione. Non è costume della rivista vantare meriti, ma non sono molti i periodici che, in quest’ultimo lustro, hanno con coraggio e spirito costruttivo sottolineato consuetudini ormai vetuste e scelte opinabili, le quali, per disinteresse o per convenienza, raramente sono state messe in discussione.
Qualcuno potrebbe incautamente obiettare che una rivista che si occupa di Arte non è certo la sede più consona per parlare di politica cittadina e che ben altri sono i problemi del nostro territorio, legati a un quadro economico-finanziario tutto da ripensare. Condividiamo questo assunto, a patto però di uscire dalle desuete logiche che vedono esclusivamente nella portualità e nell’indotto che gravita attorno al traffico merci uno dei pochi settori in cui investire; l’Arte in tutte le sue forme, il patrimonio culturale (nell’odierna accezione del termine) e le iniziative che possono sorgere dalla loro promozione, oltre a essere degli indicatori puntuali del livello di civiltà di una compagine sociale, possono costituire una buona base occupazionale, attrarre investimenti e aprire inedite (per Livorno) opportunità legate ai flussi turistici.
Più volte abbiamo messo in evidenza il grande fermento, celato sotto una spessa coltre di indifferenza, che vi è in città in ambito musicale, così come in quello pittorico e scultoreo; livornesi sono artisti di fama internazionale che hanno dovuto allontanarsi da una città che non ha offerto loro alcuna occasione di crescita; livornesi sono artisti del secolo scorso che, avendo contribuito ad affermare in pittura il divisionismo italiano od operato nel solco del simbolismo europeo, sono ancora in attesa di essere accreditati nel nostro paese; livornesi sono fotografi, registi e attori, di cui la città ignora l’esistenza, noti e apprezzati altrove.
Anche in questo numero presentiamo ai lettori alcuni autori poco noti (ai livornesi), parliamo della città del domani e di quella che purtroppo non c’è più a causa di incaute scelte.
Tra i vari contributi voglio ricordare quello di Elisa Pacini che ci parla di Yukai Ebisuno, regista e interprete elbano vincitore, con alcuni cortometraggi, di numerosi premi internazionali; l’intervista che Laura Ferrario ha condotto con Alberto Rossi, ai più noto come il giornalista Michele Saviani della fiction Un posto al sole trasmessa da Rai Tre e il saggio di Francesca Cagianelli sulla collezione Bardi nel quale l’autrice, ripercorrendo le vicende inerenti l’omonimo Caffè e facendo riferimento alla raccolta, attribuisce agli artisti del Novecento Livornese un ruolo chiave nel panorama artistico italiano. Relativi alla città sono invece gli articoli di Luca Difonzo sul Piano Regolatore del Porto e quello di Francesca Cagianelli sulla figura di Virgilio Marchi. Nel primo Difonzo illustra le linee del Piano, cercando di far comprendere ai lettori l’importanza di questo strumento urbanistico dal quale in larga parte dipenderà, negli anni a venire, il successo (o l’insuccesso) delle attività portuali legate alle grandi navi portacontainer e al trasporto intermodale; nel secondo, Cagianelli sottolinea con forza come Livorno non solo non sia stata capace in questi decenni di valorizzare l’operato di un artista quale Virgilio Marchi, ma abbia acconsentito senza indugio alla demolizione di una delle sue architetture più rilevanti, il Cinema Odeon.
Il nostro impegno, nelle forme più variegate, è sempre lo stesso: “riaccreditare Livorno rispetto alla taccia provincialistica finora affibbiatagli”.