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Home Le Collane L’odio è più antico dell’amore? Raccolta di otto quaderni (2) 88-467-1545-4
Libro cartaceo
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Rescio: Abissalità del lutto e risorse di Eros

Rescio: Abissalità del lutto e risorse di Eros

Autore/i: Maria Antonietta Morale

Collana: L’odio è più antico dell’amore? Raccolta di otto quaderni (2)

Pagine: 304
Formato: cm.14x21
Anno: 2006
ISBN: 88-467-1545-4

Stato: Disponibile
  • Descrizione

Si ha a che fare - nel bene e nel male - con l'abissalità dell'esistenza. Smisurato, abissale, veramente indicibile è lo stupore per il suo tragico, violento vanificarsi. Per la sua incuria, spietatezza nei confronti del nostro disperato bisogno di sentirci rassicurati e protetti. Ma abissale, inenarrabile è anche il sorprenderci dell'infinito, incommensurabile stupore per il donarsi delle risorse di Eros. Vale a dire: per quel che si offre come tempo dell'amore, della gioia, del godimento. Insomma, come improvviso, inatteso momento della pietas: o del dedicarsi, prendersi cura di noi dell'esistenza.
Dopotutto, la più autentica risorsa di Eros è trovare la forza di sostenere lo smarrimento dinanzi all'abisso che si è. Senza, cioè, avere mai in mano nulla di assolutamente sicuro. Senza attendersi nulla, perché nulla è promesso, dunque dovuto dall'indifferenza, disumanità della vita.
Tuttavia la vita consente, se pure a suo arbitrio, anche di scoprirci qua e là grati nei suoi confronti. Purché ci sfiori la grazia di poterla, nonostante tutto, amare ancora. Di poter ancora scommettere su quell'amore.
Ma questo scommettere sulle risorse di Eros non va comunque senza un autorizzarsi a esigere da sé qualcosa di essenziale. Insomma: senza un mettersi veramente in gioco come essere umano. Vale a dire: in mancanza di ogni definitivo sostegno.
Se il senso, il fine, il fondamento di quel che ci riguarda non preesiste, non è legittimato dal alcunché, lascia infatti soltanto a noi la responsabilità etica - come onere, ma anche come risorsa - di farci umanamente carico del significato, dello scopo, soprattutto del valore, che ci sentiamo di attribuire all'esistenza. Di quel che ci è dato decidere di rischiare, azzardare nei suoi confronti.