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Libro cartaceo
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L’io dei Greci

Corpo e mente nel pensiero classico

Autore/i: Glenn W. Most
Traduzione di: Patrizia Pedrini

Collana: MEFISTO (17)

Pagine: 112, ill.
Formato: cm.14x21
Anno: 2019
ISBN: 9788846752666

Stato: Disponibile
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Il corpo dell’atleta olimpico era solo “bello”? Come si difendevano i Greci dalle emozioni? Era possibile, nell’antichità, provare un amore postumo? Che genere di “pazzia” rappresentavano le tragedie greche? E Narciso, era un narcisista? Non c’è dubbio che la psicologia, l’arte e la letteratura moderne abbiano attinto ai miti greci come depositari di caratteri e di narrative che possano illuminare gli angoli più oscuri dell’animo umano. E non c’è dubbio che tra i miti greci e le moderne concezioni dell’io vi sia una relazione intima, che non si limita alla mera suggestione. Ma la psyché non è la psiche. Il modo in cui psicologi, poeti, drammaturghi, artisti hanno attinto non solo ai miti, ma anche alle trattazioni psicologiche tecniche del pensiero classico, è un complesso intrigo di significazione oggettiva e di immaginazione creativa. Un grande classicista ci aiuta a sciogliere l’intrigo. I cinque studi qui raccolti, filosoficamente affascinanti e filologicamente rigorosi, sono esemplari di un approccio dialettico ed ermeneutico all’io antico e a quello moderno.


Glenn W. Most (Miami, Florida, 12 giugno 1952) è professore ordinario di Filologia greca alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Svolge regolarmente attività di Visiting Professor per il Committee on Social Thought all’Università di Chicago ed è External Scientific Member del Max Planck Institute for the History of Science di Berlino. Ha pubblicato molti libri e articoli sui classici, sulla filosofia antica e moderna, la storia e la metodologia degli studi classici, la letteratura comparata, i cultural studies, la storia della religione, la teoria letteraria e la storia dell’arte. In italiano ha pubblicato Leggere Raffaello: “La Scuola di Atene” e il suo pretesto (Einaudi, 2001), Il dito nella piaga. Le storie di Tommaso l’Incredulo (Einaudi, 2009) e vari articoli. Assieme ad Anthony Grafton e Salvatore Settis ha curato The Classical Tradition (Harvard University Press, 2010). Di recente ha curato insieme ad Andrè Laks una nuova edizione completa in 9 volumi dei Presocratici in inglese (Loeb, Harvard University Press) e in francese (Fayard).