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Home Le Collane PQM Collana di psicologia giuridica (3) 9788846750464
Libro cartaceo
€ 13,50 € 11,90
Sconto -15 %

Processo Garlasco: diritto alla verità

Autore/i: Gian Luigi Tizzoni

Collana: PQM Collana di psicologia giuridica (3)

Pagine: 134
Formato: cm.14x21
Anno: 2018
ISBN: 9788846750464

Stato: Disponibile
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«Credo che abbiano ucciso una persona, forse è viva». Sono queste le parole che arrivano come una pugnalata al centralino del 118 in quel maledetto 13 agosto 2007.
A pronunciarle è Alberto Stasi, fidanzato di Chiara Poggi. La persona non era viva ma, poco dopo, venne rinvenuta, sulle scale di casa sua, con il cranio sfondato da decine di martellate.
L’avvocato Gian Luigi Tizzoni, legale della famiglia Poggi, racconta in questo libro la sua odissea durata per ben dieci anni: un decennio di processi, di angosce, di soddisfazioni, ma anche di interviste e fughe di notizie, riflettori e dubbi, con addosso una notorietà a volte difficile da sopportare. «Quell’esperienza – scrive Tizzoni – mi prova e inizio a capire il senso delle parole di un anziano cronista che io e Marzio avevamo incontrato in una trattoria poche settimane prima a Parma. In quell’occasione ci disse: “Ormai siete anche voi parte del circo mediatico. Finirete con l’odiarci”. Io ingenuamente risposi: “Ma perché? Noi rappresentiamo le persone offese”. E lui: “Non importa”»


Gian Luigi Tizzoni, avvocato, vive e lavora a Milano. Ha patrocinato importanti processi su tutto il territorio nazionale, in particolare assistendo l’imprenditore Salvatore Ligresti dal 1997 e società del gruppo Salini Impregilo nella vicenda del termovalorizzatore di Acerra in Campania. Tutela anche altri gruppi imprenditoriali e bancari nel campo del Diritto penale dell’economia e dei reati contro la pubblica amministrazione.  È legale di riferimento di alcuni enti pubblici lombardi e di enti religiosi.
Quale avvocato di parte civile si dedica con determinazione e passione alla difesa delle vittime di reati violenti impegnandosi per garantirne il rispetto dei diritti e spesso, come nel processo per l’omicidio di Chiara Poggi, prestando la necessaria attenzione all’approfondimento di diverse discipline scientifiche e al rapporto con i mezzi di informazione.