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Libro cartaceo
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L’uomo che vende un occhio

Un soggetto per il film «Il boom» di Vittorio De Sica

Autore/i: Cesare Zavattini
A cura di: Nicola Dusi , Lorenza Di Francesco
Prefazione di: Christian De Sica

Collana: Dillinger. Scrigni di cinema (3)

Pagine: 92
Formato: cm.12x19
Anno: 2017
ISBN: 9788846747426

Stato: Disponibile
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Già nel 1957 Cesare Zavattini scrisse, partendo da un fatto di cronaca, un soggetto dal titolo L’uomo che vende un occhio, il quale, lungi dal diventare film, confluì con altri materiali nell’opera teatrale Come nasce un soggetto cinematografico, messa in scena per la prima volta nel 1959 a Milano. Quando, nei primi anni Sessanta, Vittorio De Sica chiese all’amico e collaboratore di scrivere un soggetto per il grande divo del momento, Alberto Sordi, Zavattini riprese la storia dell’uomo disposto a vendere un pezzo del suo corpo per questioni economiche e nel 1962 consegnò il soggetto definitivo.
Il soggetto, che l’anno seguente diventerà il film Il boom, rende conto con feroce sarcasmo dell’Italia cinica e rampante dell’epoca. E racconta anche la progressiva evoluzione del cinema italiano, che sta abbandonando l’afflato etico per certi versi ancora riconducibile alla folgorante stagione del neorealismo, per sostituirlo con i crudeli ritratti dell’Italia dell’esplosione economica secondo i modi della commedia all’italiana.


Cesare Zavattini (Luzzara, 1902 – Roma, 1989) è stato uno sceneggiatore, giornalista, commediografo, scrittore e poeta italiano. In ambito cinematografico, è annoverato tra le figure più rilevanti del neorealismo italiano, di cui fu anche teorico. Nel 1934 si avvicinò al mondo del cinema. Nel 1939 incontrò Vittorio De Sica, con cui realizzò più di una ventina di film, tra i quali capolavori del neorealismo come Sciuscià (1946), Ladri di biciclette (1948), Miracolo a Milano (1951), tratto dal suo romanzo Totò il buono, Umberto D. (1952).


Nicola Dusi (1966) è ricercatore presso il Dipartimento di Comunicazione e Economia, Università di Modena e Reggio Emilia, dove insegna Linguaggi intermediali. Il suo libro più recente è Contromisure. Trasposizioni e intermedialità (Mimesis, 2015). Dirige il progetto di ricerca “Zavattini: reti, scritture, media”, e ha in pubblicazione il volume Bellissima: tra scrittura e metacinema (Diabasis).


Lorenza Di Francesco (1980) insegna Storia del cinema all’Università di Modena e Reggio Emilia (DCE). Collabora al progetto di ricerca “Zavattini: reti, scritture, media”, per lo studio e la valorizzazione dei materiali conservati presso l’Archivio Cesare Zavattini.