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Numero 12 Spazi
pubblici La Cittadella Vecchia Le vicende di Largo Ciro Menotti Il degrado dell'immagine urbana Piazza Chiara Gambacorti ed altri spazi pubblici recuperati S. Chiara forum Un patto per la tutela del paesaggio L'identità è appartenenza Il comune di Peccioli Rubriche:
concorsi, giurisprudenza reportage, osservatorio, opinioni, siti,
libri, eventi
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Editoriale
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Spazi pubblici e luoghi privati Il tema principale di questo numero della rivista, lo spazio pubblico, è stato affrontato attraverso lillustrazione di alcuni luoghi significativi della città. Alcuni di questi, come larea della Cittadella e Largo Ciro Menotti, non hanno ancora trovato la loro idonea sistemazione urbanistica abbiamo cercato di metterne in evidenza il processo socio culturale che ha determinato il loro attuale stato ; altri, come piazza Chiara Gambacorti e piazza delle Vettovaglie, sono stati oggetto di recenti e risolutivi interventi di recupero a testimonianza dellimpegno dellamministrazione pubblica sul fronte della valorizzazione degli spazi urbani . Sono infine analizzati i fenomeni del "degrado diffuso" dellimmagine della città, per alcuni aspetti con caratteri di specificità, per altri analoghi ad altre realtà territoriali. Ed è su questo ultimo punto che vorrei fare alcune riflessioni in queste breve editoriale. "Davanti ai nostri occhi il degrado è andato aumentando senza che ciò abbia determinato la reazione che sarebbe stato lecito attendersi: ci siamo rinchiusi sempre più allinterno delle nostre case, uniche destinatarie delle risorse economiche e mentali di cui disponevamo, senza che ci accorgessimo o fingessimo di non accorgerci che "fuori" limmagine della città stava rapidamente lasciando spazio a quella di una "terra di nessuno", della quale non ci ritenevamo tenuti ad interessarci." Questo un passo del testo di Fabrizio Sainati sul tema. Lo spazio pubblico come espressione e rappresentazione della società cittadina, specie nelle realtà metropolitane, è, da alcuni decenni, in crisi, perché sono in crisi i valori comunitari. Una recente rilevazione uscita sulla stampa ha messo in evidenza come la maggior parte degli efferati delitti compiuti negli ultimi anni, si sia compiuta in territori suburbani, recentemente urbanizzati ed abitati da ceti agiati, ma caratterizzati dalla mancanza di qualità edilizia, dove non esiste più una comunità e neppure un luogo dove la comunità possa ritrovarsi. Degrado urbano e degrado sociale vanno di pari passo con la progressiva perdita del senso di appartenenza ad una collettività. "Che ne è della nostra identità,oggi, dal momento in cui si assiste allindebolimento di tutte le appartenenze sociali, culturali, religiose, economiche, e via dicendo, che hanno costituito i limiti entro i quali si è formata ed è cresciuta la nostra identità?" Questa la domanda in un recente dibattito pubblico (ne pubblichiamo, in questo numero, un articolo di Eugenio Scalari), le cui risposte, non facili, dovranno sondare lanimo umano, la condizione attuale di cittadino globale. Ma dal nostro punto di vista (di architetti) credo si debba auspicare che la riappropriazione del sentimento di responsabilità collettiva sia legato alla riconquista di almeno una delle nostre appartenenze: quella del territorio nel quale si vive. Ne dobbiamo però realizzare la qualità, dimostrando come essa incida profondamente sulla qualità della vita quotidiana e come sia, per questo, interesse di tutti i cittadini sostenerla. Qualità del territorio che è data dalla sua "riconoscibilità" per il suo paesaggio naturale, per la presenza di contesti storici, e anche per la presenza di nuove architetture che esprimono valori estetici e simbolici contemporanei. Dobbiamo cominciare a parlare a tutti di architettura, materia troppo spesso, in Italia, trattata come fosse destinata solo agli addetti ai lavori, con un passato alle spalle non orientato sulla società, come invece è stato, già da decenni, in altri paesi europei dove molte realizzazioni sono amate dagli abitanti perché costruite con la loro partecipazione. Materia, larchitettura, il cui fondamentale e necessario rapporto con la politica, si è espresso finora solo come rapporto di scambio, senza una vera sinergia che abbia permesso di attuare, attraverso la promozione della qualità, lo sviluppo e la sostenibilità del territorio. Oggi non è più sufficiente realizzare uno spazio pubblico, ma è necessario che ne sia stimolata la condivisione attraverso tutti gli strumenti possibili. La partecipazione dei cittadini, attraverso linformazione ed il dibattito, è il punto fondamentale per invertire la tendenza in atto. Roberto Pasqualetti
Gli articoli
Prime pagine
/ credits
editoriale Spazi pubblici e luoghi privati Roberto Pasqualetti
Copertina La Cittadella
Vecchia 1962, Pisa
non è Brasilia Il salotto
di Pisa Le vicende
di Largo Ciro Menotti Il degrado
dellimmagine urbana
Rassegna Piazza Chiara Gambacorti Piazza
Garibaldi a Oratoio Piazzetta
Leopolda Piazza
"delle donne" Riqualificazione
aree mercatali Pavimentazioni
in Centro Storico Piazza
Cairoli e via delle Sette Volte Riordinare
le idee Speciale Santa Chiara Intervista
a Giuseppe Sardu e a Giuliano Colombini Argomento Un patto
per la tutela del paesaggio Lidentità
è appartenenza Le colonie di Calambrone Architettura
per linfanzia sul litorale pisano Il rilievo del territorio "Leggere"
per progettare nel contesto In provincia La linea ferroviaria Lucca-Pontedera Leonardo
Casini, Andrea Colosio Comuni Peccioli Peccioli
levoluzione nel rispetto della tradizione Da un emergenza
ambientale un modello di sviluppo economico Limpianto "Belvedere" Urbanistica
a Peccioli Parcheggio
con torre Polivalente Colore
e trasparenze per lo sport Staccia
Buratta
Rubriche Reportage Osservatorio Giurisprudenza Concorsi Siti Web
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