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Il fiume, le strade, i sentieri, hanno rappresentato nel tempo un sistema
di comunicazione ed in primis un sistema di scambio, di conoscenza,
di tendenza allincontro per vari fini. Mai quello di fare architettura.
Larchitettura è nata di conseguenza. I docklands di Londra
nascono come magazzini del porto fluviale espressi da unarchitettura
per ricovero di merci. Oggi trasformati in altre architetture, sia attraverso
un recupero e restauro ed una conseguente riqualificazione urbana, sia
attraverso demolizioni sostituite con nuove architetture. Si pensi a
Canary Wharf, nato a sostituzione di architetture consolidate sullIsle
of Dogs.
Ma torniamo a casa nostra, ai nostri lungarni pisani. Rifacendoci al
toponimo "RIPA" si può intuire che lì, sicuramente,
si caricavano e si scaricavano merci, che vi esisteva una vita commerciale
e sociale. Gli attuali lungarni architettonici, invece, con le bellissime
e decorative architetture di facciata tipiche delle città prospicienti
sui fiumi, nascono dopo. Dopo quanto e perché? Questo è
un altro pensiero.
Nella città, il fiume e lacqua hanno rappresentato per
secoli fonte di lavoro, lasciando successivamente spazio ad amenità
diverse: si crea il vedere, si crea un interesse sociale particolare,
che oggi ci ha portato a leggere gli attuali "bellissimi lungarni"
o le bellissime palazzate di tante città del mondo affaccianti
sui corsi dacqua. Tutto ciò per dire che siamo di fronte
ad un processo storico dinamico.
Il recupero dei luoghi è a mio avviso lelemento fondamentale
in quanto significa ritrovare i valori di un contesto, lomogeneità
della pelle esterna dellinsieme architettonico, la ricomposizione
della struttura urbana unitamente alla quinta nella quale mantenere
le armonie ed i valori concettuali del sistema, che nacque sicuramente
in un sorta di sinergia architettonica globale.
Tuttavia può non essere sempre così, la storia è
uno scorrere dei pensieri, della vita, della natura e delluomo.
Non possiamo negarlo. Aggrappati al passato dobbiamo proiettarci nel
futuro, carichi di elementi storici e culturali del passato remoto e
del presente, dobbiamo trovare il coraggio di affermare le nostre idee.
Luomo si distingue dagli animali, che sono istintivi, per la cultura
che possiede: essa è la matrice che ci guida nelle scelte.
Pensare che labitudine del vedere, labitudine a certe forme
rappresentative e affermate sia una certezza è un errore. Quindi
non è sempre vero ciò che ci appare: è necessario
valutare i casi, le forme esistenti, le prospettive e le caratteristiche
di un luogo. Gli errori commessi nel passato non devono intimorirci,
viceversa ci devono guidare alla riflessione. A volte un edificio, dopo
la sua demolizione, avvenuta per mille ragioni, nonostante possa essere
ubicato anche in una quinta stradale di certi corridoi urbani consolidati
o in un lungo fiume (lungarni) può a mio avviso anche non essere
ricostruito: può lasciare posto ad una piazza, ad un giardino
o ad un altro edificio, a patto che sia conforme al sistema urbano e
deputato a rappresentare la cultura dei nostri tempi, conferendo al
luogo una condizione migliorativa per il cittadino. Ciò anche
in considerazione che larchitettura non è solo arte bensì
è qualcosa di più complesso, è qualcosa che prima
di tutto deve dare la certezza di poter essere un bene sociale rappresentante
unentità spaziale. Certo per il caso della città
di Pisa, nella quale come sappiamo sono in atto grandi trasformazioni,
un dibattito più efficace, una considerazione per la cultura
urbana ed architettonica non farebbe male. Più opinioni garantiscono
i risultati.
Giuliano
Colombini
Gli
articoli
Prime pagine
/ credits
Editoriale
Giuliano Colombini
Lungarno di Pisa 1750-2000
di Emilio Tolaini
I nuovi muri di sponda 1870-1875
Immagini della ricostruzione post
bellica
Ilungarni
Edifici pubblici 1941-1975
Edifici residenziali 1963-1973
Le ricostruzioni dellarchitetto
Roberto Mariani
a cura di Teresa Arrighetti
Corte di S. Domenico
Corso Italia, via Titta Ruffo
Polo didattico presso piazza
dei Cavalieri
Retro di S.Michele in Borgo
Palazzo dei Congressi e Polo Universitario
di Pierluigi Spadolini e Francesco Tomassi
Recupero di una fornace
di Marco Sereni
Vicino allo Scotto
di Piero Landucci
Ricostruzione di un campanile romanico
di Alessandro Baldassari
Residenza per anziani sul Lungarno
di Roberto Pasqualetti
"Ex regia questura"
di Beniamino Cristofani
Intervenire nel centro storico
Tra didattica e realtà
di Domenico Taddei
Sul lungofiume praghese
Il Comune di San Miniato
a cura di Lorella Bonanni
Il piano strutturale di San Miniato
di Alberto Clementi
Una nuova porta della città
di Paolo Lattaioli
S. Miniato, le trasformazioni urbane
nei territori aperti
Il monastero di Santa Chiara
La storia
di Graziana Giannoni Rocchi
Il recupero del Conservatorio
di Emilio Bertini
La collezione del Museo
di Antonia DAniello
Sognare e creare nuovi rapporti con
la cultura
di Salvatore Settis
Opinioni, Siti web, Libri, Eventi,
Biografie
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