edizioni ets - Pisa

 

 

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Numero 4

I lungarni di Pisa

Ricostruzioni
in centro storico

Tutela dei beni culturali

Il Comune di San Miniato

Il restauro
del Conservatorio
di Santa Chiara

Sognare e creare nuovi rapporti con la cultura

Opinioni, libri, siti, eventi

 



 

Editoriale

 


Il fiume, le strade, i sentieri, hanno rappresentato nel tempo un sistema di comunicazione ed in primis un sistema di scambio, di conoscenza, di tendenza all’incontro per vari fini. Mai quello di fare architettura. L’architettura è nata di conseguenza. I docklands di Londra nascono come magazzini del porto fluviale espressi da un’architettura per ricovero di merci. Oggi trasformati in altre architetture, sia attraverso un recupero e restauro ed una conseguente riqualificazione urbana, sia attraverso demolizioni sostituite con nuove architetture. Si pensi a Canary Wharf, nato a sostituzione di architetture consolidate sull’Isle of Dogs.

Ma torniamo a casa nostra, ai nostri lungarni pisani. Rifacendoci al toponimo "RIPA" si può intuire che lì, sicuramente, si caricavano e si scaricavano merci, che vi esisteva una vita commerciale e sociale. Gli attuali lungarni architettonici, invece, con le bellissime e decorative architetture di facciata tipiche delle città prospicienti sui fiumi, nascono dopo. Dopo quanto e perché? Questo è un altro pensiero.

Nella città, il fiume e l’acqua hanno rappresentato per secoli fonte di lavoro, lasciando successivamente spazio ad amenità diverse: si crea il vedere, si crea un interesse sociale particolare, che oggi ci ha portato a leggere gli attuali "bellissimi lungarni" o le bellissime palazzate di tante città del mondo affaccianti sui corsi d’acqua. Tutto ciò per dire che siamo di fronte ad un processo storico dinamico.

Il recupero dei luoghi è a mio avviso l’elemento fondamentale in quanto significa ritrovare i valori di un contesto, l’omogeneità della pelle esterna dell’insieme architettonico, la ricomposizione della struttura urbana unitamente alla quinta nella quale mantenere le armonie ed i valori concettuali del sistema, che nacque sicuramente in un sorta di sinergia architettonica globale.

Tuttavia può non essere sempre così, la storia è uno scorrere dei pensieri, della vita, della natura e dell’uomo. Non possiamo negarlo. Aggrappati al passato dobbiamo proiettarci nel futuro, carichi di elementi storici e culturali del passato remoto e del presente, dobbiamo trovare il coraggio di affermare le nostre idee. L’uomo si distingue dagli animali, che sono istintivi, per la cultura che possiede: essa è la matrice che ci guida nelle scelte.

Pensare che l’abitudine del vedere, l’abitudine a certe forme rappresentative e affermate sia una certezza è un errore. Quindi non è sempre vero ciò che ci appare: è necessario valutare i casi, le forme esistenti, le prospettive e le caratteristiche di un luogo. Gli errori commessi nel passato non devono intimorirci, viceversa ci devono guidare alla riflessione. A volte un edificio, dopo la sua demolizione, avvenuta per mille ragioni, nonostante possa essere ubicato anche in una quinta stradale di certi corridoi urbani consolidati o in un lungo fiume (lungarni) può a mio avviso anche non essere ricostruito: può lasciare posto ad una piazza, ad un giardino o ad un altro edificio, a patto che sia conforme al sistema urbano e deputato a rappresentare la cultura dei nostri tempi, conferendo al luogo una condizione migliorativa per il cittadino. Ciò anche in considerazione che l’architettura non è solo arte bensì è qualcosa di più complesso, è qualcosa che prima di tutto deve dare la certezza di poter essere un bene sociale rappresentante un’entità spaziale. Certo per il caso della città di Pisa, nella quale come sappiamo sono in atto grandi trasformazioni, un dibattito più efficace, una considerazione per la cultura urbana ed architettonica non farebbe male. Più opinioni garantiscono i risultati.

Giuliano Colombini

Gli articoli

 

Prime pagine / credits

Editoriale
Giuliano Colombini

Lungarno di Pisa 1750-2000
di Emilio Tolaini

I nuovi muri di sponda 1870-1875

Immagini della ricostruzione post bellica

Ilungarni
Edifici pubblici 1941-1975
Edifici residenziali 1963-1973

Le ricostruzioni dell’architetto Roberto Mariani
a cura di Teresa Arrighetti

Corte di S. Domenico
Corso Italia, via Titta Ruffo
Polo didattico presso piazza dei Cavalieri

Retro di S.Michele in Borgo

Palazzo dei Congressi e Polo Universitario
di Pierluigi Spadolini e Francesco Tomassi

Recupero di una fornace
di Marco Sereni

Vicino allo Scotto
di Piero Landucci

Ricostruzione di un campanile romanico
di Alessandro Baldassari

Residenza per anziani sul Lungarno
di Roberto Pasqualetti

"Ex regia questura"
di Beniamino Cristofani

Intervenire nel centro storico
Tra didattica e realtà

di Domenico Taddei

Sul lungofiume praghese

Il Comune di San Miniato
a cura di Lorella Bonanni

Il piano strutturale di San Miniato
di Alberto Clementi

Una nuova porta della città
di Paolo Lattaioli

S. Miniato, le trasformazioni urbane
nei territori aperti

Il monastero di Santa Chiara

La storia
di Graziana Giannoni Rocchi

Il recupero del Conservatorio
di Emilio Bertini

La collezione del Museo
di Antonia D’Aniello

Sognare e creare nuovi rapporti con la cultura
di Salvatore Settis

Opinioni, Siti web, Libri, Eventi, Biografie

 

 

 

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