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Numero
Speciale /3


Un'altra parte della città restituita ai pisani

Università e città

Il collegio
"Alessandro Faedo"

Alessandro Faedo:
un grande matematico

Da manifattura tessile a residenza universitaria

Centro storico, istituzioni accademiche, residenza

Quel sarto che cuciva in grande

Costruire nel solco della storia: l'impresa "Luigi Rota"

 

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Residenze universitarie:
il collegio "Alessandro Faedo"
nell'area ex Forest

 

Editoriale

 

L’Università di Pisa è sempre stata storicamente radicata nel tessuto urbano e, tuttora, i suoi centri principali risiedono in edifici del centro storico. Anche le realizzazioni della metà dell’800 della Scuola Medica di via Roma, dell’Istituto di Igiene e Neurofisiologia in via S. Zeno, o i più recenti edifici, costruiti in attuazione del piano del 1930, per le facoltà di Ingegneria, Agraria, Chimica, Medicina e Farmacia, risultano collocati nell’ambito del tessuto edilizio. Dagli anni ‘60 in poi, con l’incremento degli inscritti e la conseguente necessità di costituire nuove strutture, l’amministrazione universitaria, anziché realizzare, al di fuori del centro storico, un campus universitario su modello anglosassone, ha reperito sempre più spazi, collocati, salvo rare eccezioni, all’interno della città: "contenitori" dismessi come la Marzotto e i Vecchi Macelli, la mensa ed il polo didattico di Piazza dei Cavalieri, l’albergo ottocentesco Nettuno in Lungarno Pacinotti, l’edificio del Collegio Puteano, il polo di Porta Nuova, Palazzo Ricci e Palazzo Mastiani-Brunacci, solo per citarne alcuni.

Per fare ciò è stato necessario creare un rapporto costruttivo fra l’Università ed i vari enti e istituzioni che amministrano e sovrintendono la città. Ma all’interno di questo rapporto, spesso le trasformazioni attuate hanno privilegiato l’aspetto funzionale, o meglio, hanno cercato di assecondare esigenze immediate, sotto la spinta della varie "emergenze" che di volta in volta si presentavano, trascurando l’aspetto della tutela artistica. Ad oggi, la maggiore competenza degli uffici tecnici preposti, la crescente sensibilizzazione degli enti, la più adeguata programmazione degli interventi, la migliore professionalità delle imprese locali esecutrici, hanno determinato un cambiamento di tendenza. Ne sono testimonianza gli ultimi interventi realizzati — molti dei quali sono stati illustrati su Architetture Pisane — fino al recente recupero dell’area ex Forest per l’edificazione del collegio "Alessandro Faedo", oggetto di questo numero speciale.

In futuro ci sembra inevitabile che l’espansione dell’Università non possa più rivolgersi esclusivamente all’area urbana pisana. Si dovrà quindi avere la capacità di creare, in accordo con le altre amministrazioni territoriali, strategie di sviluppo che possano conciliare esigenze funzionali e tutela del patrimonio, trovare e favorire il giusto rapporto sinergico fra enti di ricerca, enti di gestione e forze produttive, sfruttando a pieno l’enorme potenzialità e ricchezza che offre la presenza universitaria.

Roberto Pasqualetti

 




Gli articoli

 

Presentazione (pdf) Riccardo Varaldo, Salvatore Settis

Un’altra parte della città restituita ai pisani
Paolo Fontanelli

Università e città, nota sul tema
Piero Floriani

Alessandro Faedo (pdf): un grande matematico e innovatore dell’Università italiana

Da quelle aule una spinta al rinnovamento
Giuseppe Meucci

Centro storico, istituzioni accademiche, residenza
Olimpia Niglio e Mauro Solida

Quel sarto che cuciva in grande
Giuseppe Meucci

Da manifattura tessile a residenza universitaria
Olimpia Niglio

Un cantiere in centro storico
Massimo Rota

Colloquio con il progettista. Intervista a Marco Sereni
a cura di Roberto Pasqualetti

Costruire nel solco della storia
Giuseppe Meucci

Il collegio "Alessandro Faedo"
Roberto Pasqualetti

 

 

 

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