Edizioni ETS - Pisa

 

 

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Numero 7

Le Terme del Corallo
ed il nuovo quartiere della Porta a Terra

Porta a Terra

Centro commerciale «Fonti del Corallo»

Palazzetto dello sport

Stazione di Livorno Centrale

Collesalvetti

Miscellanea

Opinioni, libri,
siti, eventi, biografie

 



 

Editoriale

 

Spazi pubblici e luoghi privati

Nel percorso di indagine intrapreso dalla rivista, e contrassegnato dalle indicazioni del "Portolano di terra", il tema principale di questo numero: lo spazio pubblico, è stato affrontato attraverso l’illustrazione di alcuni luoghi significativi ad est della città. Alcuni di questi, come l’area delle Terme del Corallo, non hanno ancora trovato la loro naturale sistemazione urbanistica e versano in una condizione di assoluto degrado; altri, come l’area della Porta a Terra, pur essendo frutto di recenti interventi architettonici anche pregevoli, come l’edificio Ipercoop o il palazzetto dello sport, non costituiscono, a nostro avviso, modelli urbani idonei alla contemporaneità, mancando nella caratteristica principale che contraddistingue gli spazi di qualità e di grande vivibilità e che è rappresentata dal tono identitario e unico del luogo. Ed è su questo ultimo punto che vorrei fare alcune riflessioni in questo breve editoriale. "Davanti ai nostri occhi il degrado è andato aumentando senza che ciò abbia determinato la reazione che sarebbe stato lecito attendersi: ci siamo rinchiusi sempre più all’interno delle nostre case, uniche destinatarie delle risorse economiche e mentali di cui disponevamo, senza che ci accorgessimo — o fingessimo di non accorgerci — che ‘fuori’ l’immagine della città stava rapidamente lasciando spazio a quella di una ‘terra di nessuno’, della quale non ci ritenevamo tenuti ad interessarci".

Lo spazio pubblico come espressione e rappresentazione della società cittadina, specie nelle realtà metropolitane, è, da alcuni decenni, in crisi, perché sono in crisi i valori comunitari. Una recente rilevazione uscita sulla stampa ha messo in evidenza come la maggior parte degli efferati delitti compiuti negli ultimi anni, si sia compiuta in territori suburbani, recentemente urbanizzati ed abitati da ceti agiati, ma caratterizzati dalla mancanza di qualità edilizia, dove non esiste più una comunità e neppure un luogo dove la comunità possa ritrovarsi. Degrado urbano e degrado sociale vanno di pari passo con la progressiva perdita del senso di appartenenza ad una collettività. "Che ne è della nostra identità, oggi, dal momento in cui si assiste all’indebolimento di tutte le appartenenze sociali, culturali, religiose, economiche e via dicendo, che hanno costituito i limiti entro i quali si è formata ed è cresciuta la nostra identità?" Questa la domanda in un recente dibattito pubblico (ne pubblichiamo, in questo numero, un articolo di Eugenio Scalfari), le cui risposte, non facili, dovranno sondare l’animo umano, la condizione attuale di cittadino globale.

Ma dal nostro punto di vista (di architetti) credo si debba auspicare che la riappropriazione del sentimento di responsabilità collettiva sia legato alla riconquista di almeno una delle nostre appartenenze: quella del territorio nel quale si vive. Ne dobbiamo però realizzare la qualità, dimostrando come essa incida profondamente sulla qualità della vita quotidiana e come sia, per questo, interesse di tutti i cittadini sostenerla. Qualità del territorio che è data dalla sua "riconoscibilità" per il suo paesaggio naturale, per la presenza di contesti storici, per la presenza di nuove architetture che esprimono valori estetici e simbolici contemporanei. Dobbiamo cominciare a parlare a tutti di architettura, materia troppo spesso, in Italia, trattata come fosse destinata solo agli addetti ai lavori, con un passato alle spalle non orientato sulla società, come invece è stato, già da decenni, in altri paesi europei dove molte realizzazioni sono amate dagli abitanti perché costruite con la loro partecipazione. Materia, l’architettura, il cui fondamentale e necessario rapporto con la politica, si è espresso finora solo come rapporto di scambio, senza una vera sinergia che abbia permesso di attuare, attraverso la promozione della qualità, lo sviluppo e la sostenibilità del territorio.

Roberto Pasqualetti

 

Gli articoli

 

Prime pagine / credits

Copertina

Lo stabilimento delle "Acque della Salute"
Stefania Franceschi e Leonardo Germani

Stazione di Livorno Centrale
a cura di Davide Crovetti

Porta a Terra

Centro commerciale, direzionale e ricettivo "Le Torri"
Riccardo Roda

Centro commerciale "Fonti del Corallo"
Paolo Avellini

Nell’antro di "Medusa"
Cibic & Partners
a cura di Luca Barontini

Il nuovo palazzetto dello sport
a cura di Angelo Ruocco

Picchianti 30 anni dopo
Fabrizio Filippelli e Luca Difonzo

 

Miscellanea

Casa a Rio Marina
Davide De Prisco e Guido Giorgi

Villa al Chioma
Alberto Pacciardi e Luca Tosi

In vino veritas
a cura di Luca Barontini e Antonella Tundo

 

Argomento

Il recupero della qualità urbana per la conservazione della memoria architettonica: il caso della Val di Cornia
Stefania Franceschi e Leonardo Germani

 

Architettura del Novecento

Gocce di razionalismo sul lungomare
a cura di Sandra Bonaretti

 

Territorio

Il Piano Strutturale di Collesalvetti
Marco Menicagli

Restauro della Limonaia di Villa Carmignani a Collesalvetti
Nestore Flaviani

Il collegio Santa Caterina
Claudio Salvadori

La sala spettacolo di Collesalvetti
Erika Bartoli e Nicoletta Simonti

 

Rubriche

Osservatorio sui centri storici

L'identità è appartenenza

Livorno illustrata

Opinioni

Siti Web
a cura di Massimo Gasperini

Libri
a cura di L. Germani e S. Franceschi

Eventi
a cura di Antonio Bertelli

Biografie

 

 

 

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