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Per
due giorni la Toscana e il
bacino dellArno furono come il paese di Macondo, "dove
i pesci racconta Gabriel Garcia Marquez sembrava
nuotassero nellaria
"
Un libro scritto per ricordare a chi cera
levento più drammatico subìto da Pisa dopo
la fine della guerra. E anche per far sapere ai più giovani
che cosa è davvero successo. Dal mancato allarme, alle
opere di difesa lasciate colpevolmente incompiute. Dalla difficile
ripresa delleconomia nelle zone della provincia più
danneggiate Pontedera, Santa Croce, Castelfranco
alla cicatrice mai rimarginata dei Lungarni pisani privi del
ponte Solferino, il più bello di tutti.
Un libro arricchito da una documentazione
fotografica in gran parte inedita, che testimonia leccezionalità
dellevento. E con unappendice del Segretario dellAutorità
di Bacino dellArno, che parla delle cose fatte dopo il
terribile 4 novembre 1966 e di quelle molte ancora
da fare.
Giuseppe Meucci è nato
a Pisa ed è giornalista professionista da più
di quarantanni. Durante questo periodo di attività
è stato a lungo responsabile della edizione pisana de
"La Nazione" svolgendo anche mansioni di inviato,
con inchieste ed approfondimenti sulla realtà toscana.
Per ventanni è stato corrispondente da Pisa del
"Corriere della Sera" e nel 1972 ha vinto la medaglia
doro del premio giornalistico internazionale "Rustichello"
da Pisa. È autore di libri, tra i quali: Quarantanni
di vita pisana nelle foto di Luciano Frassi; Le antiche
ricette della cucina pisana; 31 agosto 1943: sette minuti
dinferno, dedicato al tragico bombardamento di Pisa;
Toscana dei Miracoli, sulla realtà artistica,
ambientale ed economica della nostra provincia; La Torre
di Pisa. Il restauro del secolo (insieme alla collega Valeria
Caldelli) e la Città dei sogni, sulla nascita
a Tirrenia della prima industria cinematografica italiana.
Giuseppe Meucci
Il giorno del diluvio
4 novembre 1966
Lalluvione a
Pisa e in provincia
152 pagine, ill.,
Euro 15,00
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