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RECENSIONI

Il lapsus freudiano, in cui Sebastiano Timpanaro ha sfidato la psicoanalisi con le armi della filologia, della scienza e della critica dell’ideologia, riscosse un grande successo soprattutto all’estero dove accese un vivo interesse tra filosofi, letterati, storici "revisionisti" della psicoanalisi e psicoanalisti. In Italia, quell’importante libro, verso il quale ci fu una vera e propria "congiura del silenzio" da parte degli addetti ai lavori, è giudicato oggi da Giovanni Jervis "forse il più importante contributo italiano agli studi freudiani internazionali".

La "fobìa romana" approfondisce e allarga i temi di quel primo confronto. Pubblicata per la prima volta nel ’92, viene qui riproposta con una documentata ricostruzione storico-critica dell’intero cimento di Timpanaro con la psicoanalisi, e arrichita del saggio Più freudiani di Freud? da lui lasciato inedito. Accanto all’avvincente interpretazione della "fobia romana" di Freud e a una appassionata rilettura dei suoi ultimi scritti metodologici, l’autore propone anche un inedito raffronto tra Freud e la teoria del lapsus del linguista e etnologo Rudolf Meringer. Ma soprattutto offre, con rara penetrazione e finezza stilistica, uno spaccato della cultura italiana di quegli anni, insieme a un’accorata difesa, profondamente etica, di una ragione "illuminista".

Sebastiano Timpanaro (Parma 1923 — Firenze 2000) è stato studioso di filologia classica e di storia della critica testuale di fama internazionale, meritando gli ambiti riconoscimenti di Socio dell’Accademia dei Lincei e della British Academy. Pensatore "inattuale", politicamente impegnato, schivo da mire accademiche (ha lavorato come impiegato presso una casa editrice fiorentina), ha dato contributi di grande importanza anche sulla storia letteraria e sull’attualità politica italiana. George Steiner, oltre ad aver spesso indicato Timpanaro come suo "maestro" e ispiratore, ha eletto a libro dell’anno per il 2005 i suoi Contributi di filologia greca e latina (Università di Firenze, 2005). Tra le altre pubblicazioni, La filologia di Giacomo Leopardi (Laterza, 1977), La genesi del metodo del Lachmann (UTET, 2003), Antileopardiani e neomoderati nella Sinistra italiana (Edizioni ETS, 1985), Sul materialismo (Unicopli, 1997).

Alessandro Pagnini è docente di Storia della filosofia contemporanea presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università di Firenze. È direttore del Centro Fiorentino di Storia e Filosofia della Scienza e Fellow del Center for Philosophy of Science di Pittsburgh. Ha lavorato sui rapporti tra psicoanalisi e filosofia, sui problemi epistemologici della psicoanalisi e sulla storia della ricezione della psicoanalisi nella cultura italiana (Psicoanalisi e estetica, Sansoni, 1975; Psicoanalisi come filosofia del linguaggio, Longanesi, 1976). Si è occupato di alcuni aspetti della storia della filosofia analitica e della filosofia della conoscenza del Novecento (Teoria della conoscenza, TEA, 1997). Ha curato, con E. Ghidetti, Sebastiano Timpanaro e la cultura del secondo Novecento (Edizioni di Storia e letteratura, 2005).

 

 

  INDICE
   
 

 

Ascolta l'audio della presentazione
che si è svolta il 15 ottobre 2007 a Milano
[dal sito www.filosofia.it]

con Interventi di
Michele Battini, Giulio Giorello, Giovanni Jervis, Alessandro Pagnini

(vai alla pagina dell'evento sul sito della Provincia di Milan)



Introduzione di Alessandro Pagnini

Prefazione

Avvertenza sulle citazioni

La "fobìa romana" di Freud

Postilla 1991

Rudolf Meringer, Gli errori quotidiani nel parlare, nel leggere e nell’agire (a proposito della Psicopatologia della vita quotidiana di S. Freud)

Postscriptum

Appendice I
Lapsus freudiani e lapsus di freudiani

Appendice II
Interpretazioni e "costruzioni"
Indice dei nomi e delle cose principali

Appendice III
Più freudiani di Freud?

Indice dei nomi

 

Sebastiano Timpanaro

La "fobìa romana"
e altri scritti su Freud e Meringer

a cura di Alessandro Pagnini

 

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