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Cera una volta la riforma (la Riforma?)
della scuola e insieme delluniversità. In
Italia, studenti, insegnanti e genitori, buona parte dellopinione
pubblica credevano che quel sistema formativo vecchio
ormai di troppi anni andasse cambiato. Persino rivoluzionato,
si diceva.
Cera una volta, e oggi non cè
più. La società italiana, a partire dai suoi intellettuali,
non sa più che cosa chiedere al mondo delleducazione.
Non lo capisce, ha perso il senso dei valori in gioco. Regresso
e progresso, privilegi e democrazia, controriforme e riforme
vere finiscono tutti nello stesso mazzo.
Il libro di Paolo Giovannetti si chiede
come sia stato possibile tutto ciò. Per quale ragione
una serie di eventi, auspicabili e sintonizzati con le grandi
tendenze mondiali, sono stati accolti in modo così ostile?
Perché oggi una scuola sempre più classista e
neo-liberista non indigna coloro che pochi anni fa si scagliarono
contro la sua reale democratizzazione?
Forse, per dare una risposta a queste
domande bisogna anche chiedersi che cosa sia diventata
la cultura oggi: quali le forme della sua crisi, quali le legittimazioni
che ha perduto; e quali le rovine che ci ha lasciato
in eredità. Rovine da cui, peraltro, è necessario
ripartire: magari con la consapevolezza che una vera ricostruzione
è ormai impossibile.
Paolo
Giovannetti (Milano 1958), docente di letteratura italiana
allUniversità Iulm di Milano, ha insegnato nelle
scuole secondarie inferiori e superiori, in doposcuola e scuole
per stranieri, ed è collaboratore di ununiversità
popolare. Si occupa di didattica della letteratura e di editoria
scolastica. Fra le sue pubblicazioni: Metrica del verso libero
italiano (1994), Nordiche superstizioni (1999), La
Lombardia dei poeti (2000), Retorica dei media (2004),
Modi della poesia italiana contemporanea (2005).
Paolo Giovannetti
L'istruzione
spiegata ai professori
Elogio dei saperi massificati nella scuola e
nell'università
collana Altreducazione
144 pagine, Euro
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INDICE |
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Introduzione
Parte
prima. Storie di riforme
Provate a chiedervelo...
1. Tempo di diseguaglianze
2. Una riforma cancellata
Corpi incazzati, intellettuali
serafici
Le parole e le (due) cose.
Che cosa e come (non) si riformò
1. Effetto maestra
2. Effetto Superciuk
Dietro le riforme, le rivoluzioni
1. Un liceo per tutti
2. Studente lavoratore
è bello
3. Essere educati /
educare tutti; e sempre
Parte
seconda. Euforie (rarissime)
e (troppe) disforie
A proposito di 68...
Depressioni a manovella
1. "Non ci capiamo nulla"
2. "Siamo stufi della
burocrazia"
3. "La scuola sta diventando
unazienda"
4. "La scuola educa al
consumo, produce consumatori"
5 "La riforma uccide
la cultura"
Buone notizie dalluniversità?
Lultimo apologo...
... e la sua grottesca coda
Parte
terza. Qualcosa su cui dividersi:
il canone e la memoria
Confusione per confusione
Cè una tradizione
in questo canone?
Canoni americani
Declinazioni locali
Limpossibile mediazione
Lo smemorato e lo storico
Paura di dimenticare
1. Loblio necessario?
2. Contaminare le storie?
Parte
quarta. Una proposta. Oltre
il mandato e il privilegio
A che punto siamo?
Sette argomenti per una discussione...
1. Praticare e rivendicare
i diritti
2. Capire la commodification
3. Alfabetizzare
i nuovi media, mettere in crisi la scrittura
4. Ripensare i soggetti
5. Esportare lincondizionato
6. Realizzare la conversazione
7. Forzare lo stato
di eccezione
... con un corollario
Note
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