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Questo testo cerca di visualizzare
lintreccio tra la nozione di segno e quella di eros
nel pensiero antico. Sul primo versante, si traccia una sorta
di genealogia del segno procedendo per tappe: dalla
nozione di presagio nella divinazione babilonese ai segni enigmatici
del Dio Apollo, fino alla semeiotica medica ippocratica e alla
logica stoica.
Per quanto riguarda il secondo
tema eros il testo si apre con una lettura
del Simposio platonico: lì, nel famoso mito dellandrogino
raccontato da Aristofane, viene utilizzato il termine symbolon
per indicare la metà che disperatamente va alla ricerca
della propria metà, dopo la lacerazione voluta da Zeus.
È questo un termine che Platone cattura dal lessico dei
commerci e destina ad una tradizione millenaria. Simbolo è
infatti, fin da questa traccia mitologica, "qualcosa che
rimanda a qualcosaltro" (stessa definizione che ritroveremo
nelle semiologie contemporanee), e il disegno del movimento
simbolico nel Simposio diverrà modello del funzionamento
segnico nei secoli a venire. Quello che si perderà, nel
percorso che conduce alla semiotica stoica e poi moderna, è
il legame tra il rinvio del simbolo e il desiderio erotico,
che nel Simposio viene esibito in modo chiarissimo.
Contribuendo a colmare una lacuna
allinterno degli studi sullantichità classica,
raramente dedicati allintreccio tra questi temi, il testo
propone uninterpretazione teoretica di alcuni motivi che
stanno al centro della riflessione contemporanea sul segno e
il linguaggio, e lo fa richiamando spesso le questioni più
dibattute dellermeneutica filosofica.
Rossella
Fabbrichesi insegna
Ermeneutica filosofica allUniversità degli Studi
di Milano. I suoi interessi si sono inizialmente rivolti allopera
di Peirce, del quale ha contribuito a divulgare il pensiero
in Italia con introduzioni, antologie e alcune monografie (Sulle
tracce del segno, Firenze 1986; Il concetto di relazione
in Peirce, Milano 1992; Introduzione a Peirce, Bari
1993). Nei lavori successivi si è occupata della connessione
tra il pragmatismo di Peirce e il secondo Wittgenstein, e del
legame tra entrambi gli autori e la tradizione leibniziana,
soprattutto in riferimento al tema della morfologia e della
continuità (I corpi del significato. Lingua, scrittura
e conoscenza in Leibniz e Wittgenstein, Milano 2000; e,
con F. Leoni, Continuità e variazione. Leibniz, Goethe,
Peirce, Wittgenstein. Con unincursione kantiana, Milano
2005). Recentemente, ha curato un volume di studi internazionali
su Peirce, cui ha contribuito con un articolo dal titolo Peirce
and Plato (Semiotics and philosophy in C.S.Peirce,
London 2006).
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INDICE |
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Simbolo.
LUno diviso in Due
Divinazione.
Presagi e oracoli in Mesopotamia
I segni
delloracolo delfico
La
parola posta es meson
Daimonion
semeion
Sotto
il segno di Apollo-Dioniso
Sintomi
e prove nellantica
Metodo
semiotico e metodo
Nome
e designazione nel Cratilo
Eros daimon
Metaxy
Luomo
demonico
Lincorporeità
del significato
Rossella Fabbrichesi
La freccia di Apollo
Semiotica
ed erotica nel pensiero antico
132 pagine, Euro
14,00
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